"La verità è l'immagine migliore." R.Capa

martedì 27 agosto 2013

Fotografie Maiuscole - Incidente ferroviario alla stazione di Montparnasse

La seconda delle Fotografie Maiuscole presentate in questo blog, dopo Vista dalla finestra a Le Gras di Joseph Nicéphore Niépce, è una fotografia scattata a Parigi nel 1895, ormai da tempo fuori dal diritto d’autore, e per questo utilizzata moltissimo, spesso a simboleggiare qualcosa che è andato storto.

Infatti il 22 ottobre del 1895 alla stazione di Montparnasse qualcosa andò effettivamente storto e l’espresso Granville – Paris, dopo aver attraversato 30 metri di piazzale della stazione, sfondò una parete di 60 centimetri per poi arrestare la sua corsa sul manto stradale due piani più sotto.
Il conducente Marie Guillaume Pellerin sapeva che avrebbe avuto qualche minuto di ritardo sull’orario di arrivo e per questo mantenne la massima velocità fino a giungere in prossimità della stazione dove il freno ad aria Westinghouse avrebbe fermato il convoglio ferroviario. Il freno tuttavia non funzionò, portando così allo schianto che incredibilmente causò soltanto cinque feriti all’interno del treno oltre alla morte della moglie del giornalaio sulla strada sottostante, rimasta in edicola mentre il marito si era allontanato per prendere i giornali della sera.

Le famosissime fotografie della locomotiva incastrata contribuirono ad alimentare l’interesse verso l’incidente anche dopo molti anni. Ha ispirato inoltre una scena del film Hugo Cabret del 2011 di Martin Scorsese.


La versione riportata in questo post di Incidente ferroviario alla stazione di Montparnasse è stata scattata quel giorno da George Lèvy ma H. Roger-Viollet ne scattò altre da varie angolazioni. 
Incidente ferroviario alla stazione di Montparnasse, 1895 - George Lèvy

lunedì 26 agosto 2013

Fotografie Maiuscole - Vista dalla finestra a Le Gras

Alcune fotografie hanno avuto il pregio di essere riuscite a raccontare un'epoca, altre hanno contribuito a cambiarne una. 
Di sicuro alcune di esse saranno ricordate per sempre per il ruolo che hanno avuto nella storia, qualunque esso sia...

Vista dalla finestra a Le Gras, scattata nel 1826 da Joseph Nicéphore Niépce, fotografo e ricercatore francese, è considerata la prima foto mai scattata nella storia, ed è quindi senz'altro il punto di partenza obbligatorio per poter parlare di fotografia.
E quindi anche la prima delle nostre Fotografie Maiuscole.

Vista dalla finestra a Le Gras, 1826 - Joseph Nicèphore Nièpce. Ottenuta con una posa di ben 8 ore su una lastra per eliografia, preparata da Joseph Nicèphore Nièpce stesso, oggi è conservata presso l' Università del Texas ad Austin. La foto ritrae il cortile della sua casa visto dalla finestra della sua stanza. Il risultato della lunga posa è visibile anche dalla luce del sole che illumina le facciate delle case sia di sinistra che di destra.

domenica 25 agosto 2013

"Odio i treni che partono. Anche quelli che arrivano. Non sopporto le partenze; ma nemmeno gli arrivi e i ricongiungimenti, perché vuol dire comunque che un distacco c'è stato: mi prende un groppo in gola, forse più ancora se il treno arriva, che non se sta partendo."

Paola Mastrocola, Più lontana della luna, 2007



sabato 24 agosto 2013

La coda dei merli


La Macula

La macula è la zona centrale della retina, la più sensibile agli stimoli luminosi. Si tratta della regione con la più elevata densità di fotorecettori, cellule nervose fotosensibili deputate alla trasformazione dell'energia luminosa in impulsi elettrici. In sostanza è la zona dell'occhio nella quale si forma l'immagine dell'oggetto che si sta osservando.
Lo dice Wikipedia, mica un oculista che passava casualmete qua sotto, e cominciare un post con la definizione di una parola ha sempre il suo perchè.
Comunque è un po' come se quello che osserviamo si stampasse a mo' di fotografia sull'occhio.
A tal poposito mi torna in mente una puntata di Fringe in cui Walter Bishop cercava di scoprire chi fosse l'assassino usando l'ultima immagine impressa nella retina della vittima. Figata. Che fuori Walter! Che poi sta cosa l'avranno fatta sicuramente in una milionata di altri film, e magari pure nella realtà, che ne sai..A pensarci non è che sia stata poi così geniale questa trovata di Fringe. Ma resta un fatto inconfutabile. Walter è proprio fuori!

Comunque sta storia della retina mi serviva più che altro per fare un parallelismo con la fotografia. La fotografia immortala un particolare momento storico e attraverso un dettaglio, magari apparentemente insignificante, può aiutare a comprendere un particolare avvenimento e a volte un'intera epoca. Può evocare emozioni, può sbattere in faccia la realtà come un pugno. Oppure può essere semplicemente bella e basta, non è che ogni volta che si guarda una foto ci si può scrivere un saggio sopra insomma...
E comunque è bene ricordare che ci sono anche le foto brutte. E sono molte di più di quelle belle. Dopotutto se non esistessero le foto brutte, non esisterebbero neanche quelle belle. Una foto è bella perchè viene paragonata, magari inconsiamente, a una brutta. Però alla fine ci può anche essere una foto che è proprio bella e basta. Cioè che se esistesse solo quella foto al mondo, sarebbe bella anche senza doverla paragonare con un'altra.

Alla fine la differenza tra una foto bella e una foto brutta sta semplicemente nel numero di likes.

Golfo dei Poeti, Portovenere (SP)   1/500 f.3.5 ISO 100